Al di là della scontatissima canzone della Mannoia, mi rendo conto di quanto veramente si cambia anche in poco tempo.

Esempi su me stessa:

1. appena uscita da scuola (in questo caso non è poco tempo) mi dissi che MAI e poi MAI avrei lavorato coi bambini. Poi si diventa grandi, gli amici si riproducono, certe cose ti danno meno fastidio e dunque quest’estate mi sono ritrovata a fare la maestra all’asilo per un gruppo di nanetti malefici di 4 anni.

Ovviamente non c’è stata neanche una persona che mi conosce da svariato tempo che non abbia pensato che sarebbe potuta finire in tragedia ma così non è stato. Anzi, alla fine ci siamo anche affezionati con le bestioline. Gli ho fatto un video, mi chiamavano maestra e se mi vedono per strada mi salutano in maniera pressoché affettuosa. Ne avrei da raccontare sull’esperienza quotidiana coi bimbi ma sorvolerei dato che alcuni genitori mi leggono (ciao ciao).

2. Io non mi offendevo mai con gli amici. Ma proprio mai. Solo per sgarbi deliberati volti al portare un rapporto d’amicizia alla fine (e, devo essere sincera me ne ricordo solo uno). Ora invece mi offendo eccome. Non è che mi sono impermalosita tutto d’un tratto ma ci sono certe cose che adesso mi urtano profondamente e fanno precipitare alcune persone agli ultimi posti nella scala di quelli che stimo.  Prima ci rimanevo male, ci soffrivo, ora non più, diciamo che proprio mi diventano indifferenti.

3. (perché ci vuole un terzo esempio per dimostrare una teoria) Prima ispiravo un sacco di amicizia, ispiravo le persone ad aprirsi, adesso no. Ecco, questo è il cambiamento che mi sconcerta di più. Un periodo della mia vita non riuscivo ad ascoltare le persone, avevo decisamente un deficit di attenzione, ora sono riuscita a rimediare ma niente da fare, tengo le persone a distanza e non capisco perché.

Forse ci vorrà un numero 4 per spiegarlo.

I.