Care amiche,

spesso mi trovo a pensare a voi. A pensare ai momenti passati assieme, alle risate, alle esperienze fatte, a quando la vita ci ha fatto incontrare.

E ancora adesso, dopo molti anni di lontananza mi sembra strano di non sapere quasi più niente della vostra quotidianità come voi della mia (che mica lo so se vi interesserebbe).

Vedo le foto che vi riguardano scorrere su internet, e io sono, insieme agli altri, solo due occhi che spiano la vostra giornata.

Torno a casa praticamente una volta all’anno e qualche anno non siamo neanche riuscite a vederci.

Eppure io sento, verso di voi un affetto immutato che sebbene adesso siamo donne di 30 anni è rimasto simile a quello di quando ne avevamo 15 o 16.

Nel mio vagabondare, che peraltro non è ancora finito, vi ho un po’ perso e me ne dispiaccio.

Sono stata quella che è andata via prima, quella che non ha mai avuto radici, quella, forse un po’ strana del gruppo mentre a voi, per lo meno alla maggior parte di voi, vi accomuna il fatto di averle mantenute quelle radici nella nostra terra.

Mi consola un pochino il fatto che quando ci rivediamo, anche se non so con chi state uscendo al momento o le altre cose che sono accadute giorno per giorno, sia come se vi avessi lasciato il giorno prima. Gli stessi sorrisi, non proprio la stessa complicità che non sarebbe possibile ma la stessa voglia di ridere e stare assieme.

E di stringersi un po’.

Isa.

P.S. mica lo so perché l’ho scritto, so solo che oggi ci pensavo.

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