Io quando sono andata via da casa mia ci avevo 300 mila lire in tasca.

Non è che stessi fuggendo o cosa, solo che pensavo di andare in vacanza e sono rimasta a vivere a Roma.

Che poi non è neanche del tutto vero perché quando vivevo a Cagliari era da quando avevo 14 anni che dicevo di voler andare via. Non perché a casa stessi male, anzi, proprio perché volevo cambiare città.

Insomma il mio ragazzo di allora viveva a Roma e io ci sono andata perché avevamo in ballo delle cose del teatro e perché era il mio compleanno e lì ho fatto un colloquio per un lavoro e mi hanno assunta e allora ci sono rimasta.

Abbiamo affittato una casa e comprato una macchina e nel posto dove vivevo, nel villaggio di Asterix (leggi: Settebagni) c’erano un sacco di supermercati e io a fare la spesa ci andavo con lui perché io non guido.

Cioè io non è che non guidi. Non c’ho la patente. Non l’ho mai presa perché sono sempre stata convinta che sarei stata una di quelle donne imbranate alla guida. Tutti mi dicono “No, non è così” ma loro che ne sanno?Anche a quelle imbranate gli amici avranno detto “No, non è così” ma poi a quelle per la strada gli urlano “Spostati troia!” e tutte quelle cose che urlano gli uomini alle donne che non sanno guidare.

Insomma alla fine io con questo ragazzo mi sono lasciata e sono andata a vivere da sola a Roma. Non avevo macchina e non avevo niente per cui la spesa me la portavo in metro e poi piano piano a casa.

Una volta che è venuta mia mamma ha comprato il carrellino per le vecchie e devo dire, alla fine lo usavo pure io.

Poi abbiamo cambiato casa e la spesa un po’ la facevo da sola col carrellino di sopra e un po’ con la mia amica bionda di cui trovatele foto su questo blogghe che lei sì che aveva la macchina.

Da Roma me ne sono andata e sono andata a Padova. Anzi a Galzignano Terme (PD) e ho vissuto in un hotel con mio fratello e lì la spesa a volte la facevo da sola e la portavo per dei Km e a volte la facevo con lui.

Poi mi sono rispostata (due case eh) sono andata a Padova e mi hanno regalato una bici. Io la spesa adesso la faccio in bici, che è anche il primo mezzo di locomozione tutto mio che ho avuto.

Prendo lo zaino, e vado all’Alì, che è solo un Km e mezzo in linea di massima ma devo attraversare un piazzale con centimille macchine che passano al secondo.

E io mi carico lo zaino all’infinito e torno a casa facendo una fatica bestia che dentro lo zaino mi ci metto pure l’acqua e mi invento il modo per portare la spesa senza morire di fatica.

All’Alì sono l’unica a cui il ragazzo africano di fuori non chiede le monete.

Chissà perché.

I.

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