Si parlava di abbracci no? E allora pensavo ad un abbraccio speciale per me e ce n’è uno che non mi ricordo di avere dato ma che è stato speciale.

Quando ero bambina, fino ai 13 anni, in casa con noi ha vissuto mia zia Vanna; era una persona molto particolare (ma questa è un’altra storia) e io ho dormito in camera con lei dai 6 fino ai 13 anni, ossia quando è andata via.

La mia attenzione di bambina era catalizzata non da lei o da mia madre ma soprattutto da mio fratello (ma questa è un’altra storia) e da mio babbo (e anche questa è un’altra storia).

Insomma, per farla breve, io a mio madre non la consideravo proprio.

Mia zia mi viziava in tutto e per tutto, mentre mia madre tentava di imporre un minimo di disciplina.

Mio babbo mi coccolava e mi chiamava principessa, mia madre mi vestiva, pettinava e mi portava a scuola.

Quando è andata via mia zia, abbiamo iniziato a parlarci con mia madre ma ero già grandina e i problemi in casa non erano pochi. Si è costruito così un rapporto tra noi piuttosto particolare.

Un giorno, anni dopo, quando mio babbo già non c’era più mi prendo la briga di sistemare le fotografie della nostra famiglia.

Per la mamma era una cosa dolorosa, per mio fratello praticamente inutile.

Lo faccio io, però lei ogni tanto veniva a sbirciare.

Trovo una foto, di un Natale fatto nella villa al mare.

Io avevo un maglione color ruggine e dei pantaloni gialli a scacchi molto anni ’80, sorridevo (mi mancava un dente e al periodo ero una buffona consumata) e abbracciavo fortissimo mia madre.

Lei l’ha guardata incantata.

Poi si è girata da me e mi ha detto: “Ma allora mi volevi bene!”.

Ecco cos’è un abbraccio.

I.

Ci sono un po’ di amici che hanno scritto sugli abbracci, se vi va di leggerli ecco i loro link

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