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Sono scema

Le amiche hanno cominciato a figliare.

No, non le amiche della scuola o quelle con cui vivevo. Loro, al pari mio, non figliano per niente.

Le amiche nuove conosciute da quando sto qua. Alcune più grandi, altre più piccole, sposate o conviventi iniziano a riprodursi.

Allora da poco si stava a tavoa tutti assieme (ma dai) e si parlava con uno dei babbi <<Cosa vorresti che tuo figlio prendesse da te?>> e lui, molto fiero e romantico ha risposto << l’onestà>>.

Che bella cosa ho pensato. E allora tutti a chiedersi e tu se avessi un figlio cosa vorresti che prendesse? E a rispondere cose molto auliche.

E tutti dicevano belle cose e io ho detto <<Se fosse femmina vorrei che prendesse le mie tette perché con le tette grandi è tutto più facile>>.

Un po’ perché ho difficoltà con la retorica ma soprattutto perché sono scema.

I.
Immagine

 

P.s. quelle nella foto non sono le mie. Sono solo belle.

Pausa

Non è che non scriva più perché non abbia niente da dire.

O meglio, certe volte è anche per quello, ma la questione è che a qualcuno è venuta l’insana idea di pagarmi per scrivere.

Pagarmi poco, ovvio, però pagarmi. E dunque le mie poche idee si esauriscono nel tentativo di fare un articolo degno di questo nome che non faccia venir voglia alla persona che mi paga di dire: ok basta.

Per cui tra quello e il fatto che mi hanno preso per fare il rilevatore, beh le idee sono come canguri: saltano, in altre teste però.

 

I

Ci sono due tipi di disoccupati:

quelli in cerca di un primo lavoro o che sono stati disoccupati per la maggior parte della loro vita lavorativa e quelli che dopo aver lavorato tanti anni rimangono senza lavoro (per scelta propria o di altri).

Ecco, io appartengo alla seconda categoria.

Dopo aver lavorato in maniera fissa dall’età di 21 anni ho appena finito il mio primo anno di disoccupazione.

Un anno di disoccupazione (direte voi)???

Ho fatto una scelta: ho lasciato un lavoro (ignobile) a tempo indeterminato per trasferirmi in un luogo dove non c’è lavoro neanche a pagarlo (per amore ovviamente, per quale altro motivo ci trasferiamo noi donne? ma questo è un argomento che merita di essere affrontato a parte).

Dunque, il primo mese di disoccupazione (che era agosto) è stato affrontato con entusiasmo. Solo un’altra volta in vita mia mi era capitato di avere tutto agosto libero (tra un contratto a tempo determinato e l’altro).

Poi inizia la vita normale, il tuo compagno ha un lavoro (per fortuna il mio ci va un giorno ogni 4 al lavoro) e tu rimani a  casa e ti dici: sì, farò un sacco di esercizio fisico, scriverò finalmente quello che sogno da una vita, mi dedicherò a tutte quelle cose che non ho mai fatto.

Sì, stocazzo (come dicono nel Beaujolais).

Improvvisamente arriva un vento di maestrale fortissimo e ti porta via tutte le idee.

E tu sembri Sloth dei Goonies, con la stessa passione per la cioccolata peraltro.

Dunque ti dedichi alla casa in maniera un filino maniacale, curi i vestiti del tuo compagno come fosse Lord Brummel, passi tempo davanti al computer ma non sui social network, no, perché ti danno sui nervi.

Insomma, vivi la tua vita come se l’indomani dovessi tornare al lavoro perché la tua mente oramai è conformata in quel modo!

Pensi: ma sì oggi mi alzo tardi, tanto domani devo andare al lavoro.

No, domani ti rialzerai tardi, meglio che tu metta una sveglia per evitare di fare il pranzo al posto della prima colazione.

In compenso sono arrivati tutti i disturbi psicosomatici del mondo: problemi di stomaco, eruzioni cutanee, occhi ballerini.

E dire che dovrei rilassarmi, perché davvero tra poco rinizierò a lavorare (spero).

I.

Pubblicità e luoghi comuni

In questo periodo sono ossessionata dalla pubblicità. Non ho la tv in casa , per cui la subisco per la maggior parte in radio.

Sono soprattutto relative a due prodotti le pubblicità che mi fanno uscire di testa: macchine e televisori.

Sembra che la gente non faccia altro che comprare macchine e televisori.

E quel francese lì che ti dice che il lusso è un diritto (porca miseria a me sembra una bestemmia una cosa del genere) o quell’altra che ti dice che sei uno yes man e quindi devi dire di no e comprare giustamente la macchina che dice lui (ma va?).

I televisori poi…da quello che si incazza perché il televisore dell’amico si vede bene a quell’altra che ai colori rgb hanno aggiunto il giallo.

Io non posso davvero credere che queste cose facciano presa su qualunque persona (no va beh fintanto che c’è gente che vota il nano è possibile qualsiasi cosa).

Oggi ne ho vista un’altra.

Un sito che vende SCARPE. Un uomo disperato perché la moglie grazie a quel sito compra scarpe scarpe scarpe.

Dio che luogo comune penso. Poi apro un qualsiasi social network e vedo che effettivamente ci son donne che parlano praticamente solo di scarpe.

E penso che effettivamente ognuno di noi è un luogo comune per una cosa, o per un’altra.

 

I.

P.s. nel caso siate in Toscana o limitrofi venite qua http://ibolidi.blogspot.com/2011/05/la-birra-al-castello.html

En passant

E’ che mi sento un po’ una merda perché al momento scrivo sull’altro blog e poco su questo.

Parecchie persone sono rimaste colpite dal mio sentirmi leggera senza la borsa.
Beh ho fatto una settimana in Veneto e devo dire che la borsa mi pesava come non mai; inoltre sentivo la schiena tutta storta.

In verità questa cosa di girare senza la borsa è diventata una specie di metafora della mia nuova vita e non so come sentirmi al riguardo.

L’unica cosa è che me la devo ricordare quando prendo la macchina perché dentro c’è la patente!

Intanto, come suddetto, la mia esperienza con il blog dietologico continua e qua c’è un nuovo pezzo:

http://dietapergiorno.blogspot.com/2011/05/mica-si-puo-sempre-patire.html

Venerdì me ne vado in Sardinia e sto bene così!

I.

Dieta per giorno

Ok sono partita

http://dietapergiorno.blogspot.com/2011/05/inizio.html

Ora il più è resistere.

I.

città, campagna

Io ho sempre vissuto in città. Ci sono nata in città, ci sono cresciuta e quando me ne sono andata dalla mia città sono andata a stare in una città più grande.

Mi son sempre detto, se mi sposto da qui sarà per andare in una città ancora più grande. Invece mi sono trasferita in una città ancora più piccola e da lì in un paese sulle pendici di un monte che conterà pressoché 3.000 abitanti.

Questo fine settimana sono venute a trovarmi delle amiche dall’ultima città in cui ho abitato, avevano delle grosse borse con dentro di tutto.

Loro escono la mattina e rientrano la sera, dunque stanno fuori tutto il giorno. Lì mi sono ricordata che anche io facevo così.

Sotto il mio letto ho delle enormi borse in cui entrava di tutto; addirittura delle volte ci mettevo pure un cambio per uscire dopo il lavoro. E il cambio lo facevo nel bagno.

Ora, beh, ora esco senza borsa. In una tasca ho il cellulare, nell’altra le chiavi di casa e i soldi.

Che poi i soldi che mi servono se esco a piedi?

Prima, quando abitavo in città, guardavo le vetrine ma tanto non avevo quasi mai soldi per comprare quello che c’era dentro le vetrine. Ora di soldi non ne ho neanche adesso però non ci sono neanche più le vetrine da guardare. Niente tentazioni, niente comprare cose superflue ma lunghe camminate o biciclettate tra gli alberi che devo dire certe volte mi fanno due balle così.

Non è che questo post voglia dire qualcosa, solo che si cambia. Io non pensavo nella mia vita che sarei uscita senza borsa con solo le chiavi in tasca.

E per me adesso, significa leggerezza.

Ah sono a dieta. Quindi avevo pensato di fare un blog(ghe) sulla dieta.

Anche questo, non che freghi qualcosa a qualcuno ma a me andava di scriverlo.

I.

Vivere con..

Degli amici son venuti a trovarci a casa e hanno detto rivolgendosi all’omone :<<certo si vede che ora c’è una donna in casa>>.

Non so se dicessero per la pulizia (quando venivo in visita e ancora non abitavo qua la casa era pulita, non so gli altri giorni) ma sicuramente dicevano per alcuni oggetti d’arredamento.

Quindi è uscito fuori che:

Vivere con una donna vuol dire avere a che fare con tende, cuscini, copri piumoni, il ripiano del bagno strapieno di prodotti, magliette stirate, cose schedulate da fare, superfici spolverate, profumo di torte, miliardi di scarpe e borse, appendere quadri.

 

Vivere con un uomo vuol dire avere a che fare con lavandino sporco di peli, pareti imbiancate, briciole per terra, bagno occupato per ore come sala di lettura, piatti fatti (nel mio caso, sant’omone da santa fiora), borse della spesa portate su per le ripide scale, letto sfatto per giorni, ordine approssimativo.

 

Vivere con un cane vuol dire avere a che fare con divani smangiucchiati, scarpe masticate e peli dappertutto.

 

Ma quando torni a casa il cane ti salta addosso e ti fa le feste.

 

I.

Serie tv ammericane

Tra le occupazioni di una donna disoccupata che non ha problemi di mettere assieme il pranzo con la cena prende sicuramente piede quella di vedere le varie serie tv.

Non discuti sui gusti personali, personalmente guardo delle serie molto interessanti (tra cui ultimamente Misfits, centellino Gravity o miniserie come Sherlock) ma per passare il tempo o ascolto musica o guardo un episodio dopo l’altro di serie che non richiedano troppa attenzione come ad esempio i “procedural” (non impegnano particolarmente la testa e non esigono che li guardi da cima a fondo, puoi fare altro, come faccio io, e loro vanno dritti fino alla fine)

Nella vecchia casa, quando condividevo con le ragazze erano un appuntamento imperdibile i vari C.S.I. o Criminal Minds. Ora che vivo in Toscana e non ho la tv mi sono persa circa 3 serie di ognuno e così sono andata a recuperare per scoprire che le trame si assomigliano un po’ tutte.

In ognuna di queste serie di genere “crime” c’è almeno un episodio in cui c’è:

omicidio di un tipo stronzo: è stata una donna fighissima che una volta era una cicciona che lui ha umiliato (che dieta fai? cazzo dalla anche a me!);

tutti in coro cantano “Piano Man” di Billy Joel;

omicidio durante un incendio per riscuotere l’eventuale assicurazione in cui muore per sbaglio un membro della famiglia che non sarebbe dovuto essere lì in quel momento;

omicidio in Afghanistan o Iraq mascherato per coprire il fuoco amico o tresche di droga o oggetti d’antiquariato;

episodio ambientato con un finto cantante o gruppo famoso nella realtà parallela della serie (al famoso in questione fanno cantare delle canzoni che se ci pensi sono molto meglio di quelle che passano in radio oggi);

uno dei protagonisti va in carcere per parlare con un serial killer catturato in precedenza perché fuori dal carcere c’è un imitatore (Il Silenzio degli Innocenti come se piovesse);

gruppo di animalisti violentissimi che sicuramente uccidono qualcuno perché non smaltisce correttamente i rifiuti;

omicidio di un uomo durante la rivisitazione della guerra di secessione quindi la pistola non sarà caricata a salve!;

bombe su automobili in cui il protagonista doveva salire ma su cui per un imprevisto non sale rimanendo però coinvolto nell’esplosione in maniera marginale;

recupero di opere saccheggiate dai nazisti in mano ad un appartenente alla comunità ebraica che poi si scopre essere un ex SS;

agente della narcotici sotto copertura che diventa drogato e quindi la moglie lo uccide perché non era più lui.

In tutto questo la confusione aumenta quando guardi tre serie differenti e lo stesso attore ricopre rispettivamente il ruolo di: poliziotto, psicopatico, poliziotto.

Ok, mi devo trovare un lavoro.

I.

Donne ed orgasmi

Mi piaci. Ci frequentiamo e dopo un tot finiamo a letto.

Supponendo che io sia una donna mediamente normale ossia:

non urli come un lupo appena tu inizi a toccarmi;

non prenda un giornale arrotolato e ti chieda di picchiarmi mentre faccio i bisogni;

non metta su musiche imbarazzanti e inizi a spogliarmi come se fossi una tarantolata;

non ti chieda prima di iniziare “senti ma tu quante ne fai? perché se non ne fai almeno sei io non mi spoglio neanche” (cosa che ammetto potrebbe inibire un tantino il partner)

bene, supponendo tutte queste cose come sopra detto finiamo a letto.

Io sono una donna mediamente normale, tu un uomo che:

ha guardato troppi film porno e quindi prende a sculacciarmi fortissimo mentre gira i capezzoli come se fossero le manopole della radio;

non ha guardato neanche un film porno…no va beh un uomo così non esiste;

non tromba da 5 anni quindi appena ti tocca è…finito (no tesoro non è quello il buco giusto);

un maniaco della pecorina per cui io guarderò per tutto il tempo il cuscino (potevi anche portarmi un giornale a questo punto);

lo fa come puro esercizio ginnico e a me sembra di essere un sacco della palestra (prendo più colpi che un punching ball).

Potresti  essere anche tu una persona mediamente normale e quindi alla fine questo rapporto sessuale tra noi potrebbe risultare piacevole tanto da voler approfondire un’altra volta.

In ogni caso se io non raggiungo l’orgasmo non fingo.

E non fingo perché se non ho raggiunto l’orgasmo, lo devi sapere. Non ti devi fare illusioni, ti devi pentire.

E’ stato gradevole ma niente maree.

Solo qualche ondina. Su e giù.

I.

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